La Nuova di Venezia e Mestre

Un ritorno alle origini della pittura: è questo il sentimento che coglie lo spettatore davanti alle opere di questa pittrice, che si avvale di una tecnica fotografica per realizzare questi dipinti quasi tutti ritratti femminili nei quali risalta di primo acchito la grande abilità cromatica-formale. A ben guardare ci si accorge, tuttavia, che l’autrice non è esente dal penetrare profondamente nella psiche dei soggetti, anche per l’uso di un colore sobrio e, spesso, chiaroscurale qui usato per nascondere o evidenziare sentimenti o pulsioni interne. Nel grande torso virile privato della testa, si coglie una volontà della Meneghini di evidenziare il solo aspetto fisico del maschio: Bello Senz’Anima.

EZIO ZANESINI
La Nuova di Venezia e Mestre, Gennaio 2009

ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL’ARTE ITALIANA DI MILANO

Una pittura che rivela eccellenti disposizioni mediante segni e colori intensi, morbidi. Una ricerca di situazioni interiori da scoprire nei ritratti, nei volti i quali colgono le emozioni verso l’interpretazione di un carattere. La presenza umana diventa il simbolo primario della realtà. L’artista Antonietta Meneghini con grande padronanza espressiva e formale raggiunge una sua piena autonomia collocando le immagini in atmosfere delicate che accrescono il valore di una raffigurazione. Tagli di luce invadono le sue tele evidenziando quelle caratteristiche che si pongono in diretto contatto con l’osservatore.

Le opere espresse di Antonietta Meneghini sanno conservare immediatezze istantanee, sfondi monocromatici marcati dalla luce da cui emergono gli aspetti psicologici dei soggetti. Antonietta Meneghini ristabilisce un contatto con l’aspetto esterno, con l’interiorità del soggetto, e con la sua personalità.

ARCHIVIO MONOGRAFICO DELL’ARTE ITALIANA DI MILANO
Giugno 2009

Catalogo Love Art

C’è il segno della vita, il colore della forza e del futuro in mezzo alla distruzione, c’è Eros contro Thanatos nel quadro che ha come titolo Il gioco e la memoria va a Schindler’s list, il capolavoro di Spielberg. Un invito esplicito Guardami, ricordo e desiderio invece sul corpo seminudo, Pensando a lui.

Critico: PROF.SSA CECILIA CI 
Catalogo Love Art Scorzè Venezia, settembre 2009

Critica: GIORGIO RIGOTTO 

Guardo e cerco di non ascoltare la conversazione, ma qualcosa devo pur rispondere. Cerco l’isolamento interiore per ascoltare quello che i quadri sussurrano alla mia anima. So che poi non sarà più così. Ascolto come fosse la prima frase d’amore, mi avvicino ai volti sperando nella rivelazione di un segreto, ai corpi confidando in una carezza.

Non so come faccia il piccolo soggiorno a contenere tanta esplosione di significati e come non si aprano, da sole, le finestre per far conoscere ai cieli li fuori tanto fulgore.

Ma li vicino c’è Guardami. Guardami perchè posso essere tua, perchè sono imprendibile, perchè so ricevere. O guardami soltanto come forma d’amore. Guardami non vedermi soltanto, ma penetrami con tutta la forza che puoi della tua anima e dei tuoi pensieri come atomi instancabili.

Nel congedo ho detto ad Antonietta, tenendole tutte due le mani: “Vedi, ormai noi non siamo più insidiati dalla giovinezza ma mi ero fatta l’idea, visionando qualche giorno fa i quadri da un dischetto, che tu fossi tremendamente giovane. Ero nel giusto. Ho conosciuto un artista che non invecchierà mai perchè è giovanissima nell’anima.”

Critico: GIORGIO RIGOTTO 
Vicenza, novembre 2009

Critica: FEDERCRITICI 

Attenta osservatrice della realtà sociale, l’artista coglie aspetti dei comportamenti umani su cui generalmente l’abitudine dello sguardo non si sofferma. La seduzione di uno sguardo rivela l’aspetto inconscio presente in ogni forma di attrazione, così come l’istinto ludico dei bambini rappresenta uno schema di sopravvivenza che ci solleva dall’ansia, dalla frustrazione e dal senso dell’impotenza. L’analisi dell’artista è sostenuta da una notevole capacità di rappresentare per immagini l’esplorazione dei sentimenti umani. Nessun segno è banale e privo di significato e il colore rosso testimonia metaforicamente la presenza invisibile, ma indispensabile, della consapevolezza razionale in grado di andare oltre le apparenze, fino a giungere a una vera comprensione e compassione per l’animo umano.

Critico: FEDERCRITICI 
in “MUSEI” n.7 di Vicenza, marzo 2010

“Il Capoluogo”

Senza fiato lascia il dipinto di Antonietta Meneghini “Il Gioco”, dove da uno sfondo cupo dove a sopravvivere sono solo cumuli di macerie, si fa avanti un bimbo, unica speranza di vita, con la sua palla rossa.

Critico: SERENA CIAMPA 
“Il Capoluogo” L’Aquila, giugno 2010