Nei suoi ritratti di grande classicità emerge, dal sapiente chiaroscuro, la capacità di scendere nella profondità umana.
TITA BIANCHINI
IL GAZZETTINO Venezia, gennaio 2009
Nei suoi ritratti di grande classicità emerge, dal sapiente chiaroscuro, la capacità di scendere nella profondità umana.
TITA BIANCHINI
IL GAZZETTINO Venezia, gennaio 2009
Nel suo percorso pittorico, Antonietta Meneghini predilige i volti femminili.
Volti perfetti nelle proporzioni, con sguardi intensi, sia diretti che sfuggenti.
Siamo in un granaio palladiano che fa parte di una delle opere incompiute di Andrea Palladio … Incompiute paiono anche le opere di Antonietta perché un quadro non è mai finito, almeno per l’artista. Trent’anni fa un critico francese scriveva che “Occorre stare attenti perché le parole possono gettare sull’arte un’ombra impenetrabile.”
Siamo in un granaio palladiano che fa parte di una delle opere incompiute di Andrea Palladio … Incompiute paiono anche le opere di Antonietta perché un quadro non è mai finito, almeno per l’artista. Trent’anni fa un critico francese scriveva che “Occorre stare attenti perché le parole possono gettare sull’arte un’ombra impenetrabile.”
Nei suoi ritratti di grande classicità emerge, dal sapiente chiaroscuro, la capacità di scendere nella profondità umana.
TITA BIANCHINI
IL GAZZETTINO Venezia, gennaio 2009
Nel suo percorso pittorico, Antonietta Meneghini predilige i volti femminili.
Volti perfetti nelle proporzioni, con sguardi intensi, sia diretti che sfuggenti.
Siamo in un granaio palladiano che fa parte di una delle opere incompiute di Andrea Palladio … Incompiute paiono anche le opere di Antonietta perché un quadro non è mai finito, almeno per l’artista. Trent’anni fa un critico francese scriveva che “Occorre stare attenti perché le parole possono gettare sull’arte un’ombra impenetrabile.”
Siamo in un granaio palladiano che fa parte di una delle opere incompiute di Andrea Palladio … Incompiute paiono anche le opere di Antonietta perché un quadro non è mai finito, almeno per l’artista. Trent’anni fa un critico francese scriveva che “Occorre stare attenti perché le parole possono gettare sull’arte un’ombra impenetrabile.”